1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
Produzione Artistica Ricerca

Contenuto della pagina

L'incoronazione di Poppea

Venerdì 15 e Sabato 16 dicembre, ore 19 | Sala Bossi (Ingresso Libero)

Il “Progetto Poppea” ha l’obiettivo di realizzare la messa in scena dell’opera monteverdiana attraverso un laboratorio propedeutico che vedrà il coinvolgimento di studenti e strumentisti dei corsi di Musica Barocca e non solo, in quanto si è voluto osare con l’integrazione di un quartetto jazz che si intreccerà usando il basso continuo della partitura Monteverdiana in una mescolanza che si ha già avuto modo di sperimentare lo scorso A.A. con il progetto “Jazzphte sempre a cura di Gianluca Belfiori Doro con risultati felici anche per i non “addetti ai lavori”.    
L’incoronazione di Poppea parte dall’idea del Prof. Gianluca Belfiori Doro, docente di Canto Rinascimentale e Barocco e vede la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e l’Accademia IAM ART&MAKE-UP di Bologna. Questa opportunità di alta valenza didattica e formativa è destinata agli studenti e a un pubblico generico non avvezzo alle opere barocche appunto per la presenza del jazz e della messa in scena moderna della regista Egidia Bruno che ha ideato, insieme a Vincenzo Sansone, docente di Scenografia del Teatro e dell'Opera e Spettacolo Musicale insieme ai i suoi allievi, una rappresentazione moderna ma che fosse attinente al testo spostando il contesto storico in un periodo indefinito della nostra contemporaneità.     
La messa in scena dell’ultimo capolavoro di Claudio Monteverdi si svilupperà attraverso un laboratorio propedeutico che vedrà il coinvolgimento di studenti delle classi di canto e strumentisti del Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna.    
Gli studenti di Scenografia e Grafica dell’Accademia di Belle Arti, insieme ai loro docenti hanno avuto il piacere di partecipare alla messa in scena e alla preparazione della veste grafica della locandina e dei programmi di sala a cura di Danilo Danisi e Christian Ghisellini.    
La rappresentazione è stata volutamente tagliata in modo da non interferire nella drammaturgia ma che riduce lo spettacolo da quasi cinque ore a due atti di 50 minuti ciascuno. 

Dramma per musica in un prologo e tre atti, L’incoronazione di Poppea fu rappresentata durante il carnevale veneziano del 1643 presso il Teatro Santi Giovanni e Paolo. Le fonti sono piuttosto scarse e poco aiutano gli storici e i musicologi nella ricostruzione della sua genesi soprattutto a fronte di due partiture manoscritte che presentano alcune diversità presumibilmente introdotte per la rappresentazione che si tenne a Napoli nel 1651. I dubbi riguardano anche la paternità dell'opera, che venne scritta da un Monteverdi settantacinquenne pochi mesi prima della sua morte. Gli studiosi propendono per l'ipotesi che l’opera sia il risultato di una collaborazione a più mani tra Monteverdi e altri compositori della cerchia dell’Accademia degli Incogniti di cui faceva parte il librettista Gian Francesco Busenello. L'Accademia, una delle più libere e vivaci di Venezia, riuniva eclettici intellettuali e si caratterizzava per una spiccata vis polemica e per posizioni libertine ed anticlericali. Il Maestro certo svolse un ruolo predominante ma lasciò ai giovani un buon margine che si riconosce nella modernità di certe soluzioni stilistiche e nella scelta del libretto che mette in scena una vicenda storica, passata sotto la lente rigorosa di Tacito ma sicuramente audace per quei tempi. Il librettista, Gian Francesco Busenello, sceglie personaggi e vicende ben lontane dal filone epico mitologico e propone una lettura parallela degli eventi che spiegano quanto Amore, più che Fortuna e Virtù, muova le vite e le azioni degli uomini. La preziosa partitura monteverdiana descrive una Roma nobile ma anche cortigiana, amorale e decadente, avida e spregiudicata, nel pieno delle lotte di potere attraverso vicende speculari, ed opposte negli epiloghi, che mette in evidenza e amplifica, nel disvalore dei vincitori, il valore dei vinti. Nerone, Ottone, Seneca, Poppea, Drusilla e Ottavia si muovono infatti in un intreccio di simmetrie in una narrazione appassionata e avvincente. Un’opera in cui il Male trionfa e che per il realismo dei protagonisti esce dal suo tempo e si ripropone in tutta la sua attualità e modernità. La versione proposta nella rilettura del BaroccoLab è in due atti con prologo e con l’inserimento di strumenti jazz.

Sinossi

PROLOGO
Entrano in scena Amore, Fortuna e Virtù e il primo afferma la sua superiorità sulle altre grazie alla sua capacità di influenzare l'uomo e di provocare sconvolgimenti nel mondo.

ATTO I

Siamo all'alba, appare Ottone che cerca di rivedere la sua amata Poppea nei pressi della sua abitazione. Mentre si aggira sotto i balconi di Poppea, scopre il tradimento della donna con l’Imperatore Nerone. Sconvolto dalla situazione fugge. I due amanti si svegliano e Poppea, mentre Nerone si sta congedando da lei lo seduce nuovamente e gli strappa la promessa di ripudiare la moglie Ottavia. Rimasta sola Poppea non bada alle parole della nutrice Arnalta che la esorta alla prudenza quando le   confida che ambisce a diventare un giorno imperatrice. La scena cambia e inizia il monologo di Ottavia che si lamenta dell'infedeltà del marito e dell'infelicità della sua condizione. A nulla valgono le consolazioni di Seneca, maestro di Nerone. L'imperatore comunica al maestro l'intento di ripudiare Ottavia, ne nasce uno scontro serrato nel quale il filosofo denuncia l'irragionevolezza della sua decisione.  Poppea dopo aver passato la notte con l'amato, ne provoca la furia verso il suo maestro tanto da fargli prendere la decisione di ucciderlo. Ottone incontra Poppea e ne rimprovera l'infedeltà. Arriva Drusilla, innamoratissima di Ottone, e riesce a farsi promettere dedizione totale. Questi preso tra le due donne commenta tra sé: “Drusilla ho in bocca, et ho Poppea nel core”.

ATTO II

A Seneca appare Mercurio che gli annuncia l'imminente fine. Entra infatti un liberto, che su ordine dell’imperatore comunica al filosofo che deve suicidarsi. Seneca saluta i suoi familiari e muore in una esemplare serenità tagliandosi le vene. Ottavia in preda alla disperazione ordina ad Ottone che deve uccidere Poppea. Questi acconsente e chiede di farsi prestare le vesti femminili di Drusilla per non farsi riconoscere. Nel frattempo, Poppea chiede ad Amore di proteggerla e si addormenta dolcemente sulla ninna nanna cantata dalla nutrice Arnalta. Entra Ottone con l'intento di ucciderla ma Amore sventa i suoi piani impedendo l'azione. Drusilla attende il ritorno di Ottone ma viene anticipata dalle guardie imperiali guidate da Arnalta e per il sospetto di aver attentato alla vita di Poppea viene condotta dall’imperatore. Per difendere l'amata si prende tutte le colpe e confessa di essere stato istigato da Ottavia. Nerone, avendo trovato finalmente il pretesto per ripudiare la moglie, ne ordina l'esilio assieme a Drusilla. Ottavia dà l’addio ai suoi amici, alla sua amata Roma e alla sua patria mentre Arnalta esulta per l’ascesa di grado diventando confidente della nuova Imperatrice.  L'ultimo duetto tra Nerone e la vittoriosa Poppea suggella il trionfo di Amore e del Potere.
         
                                                                                                                                                                           Niccolò Morganti            


Progetto BaroccoLab: Gianluca Belfiori Doro
Maestro Concertatore: Nicoletta Conti
Regia: Egidia Bruno
Consulente Progetto “Roma all’Opera”: Silvia Carrozzino
Scenografia video: Corso di Tecniche di produzione video teatro del biennio di Scenografia del teatro dell'opera e spettacolo musicale dell’Accademia di Belle Arti di Vincenzo Sansone.  
·        Salvatore Cortese - Roberto Crognale - Jiahao Liu - Da Lu
Adattamento jazz: Stefano Paolini
Tecnico luci e video. Vincenzo Vecchione
Direttore di palcoscenico: Riccardo Barbarisi
Trucco: IAM Institute of Art&Make-up di Simonetta Baletti e Laura Marasco.
·        Melissa Wuerkert, Gaia Masetti, Silvia Poggioli, Alessia Tassinari, Ludmila Moisei, Martina Pia Scervino, Susanna Abbondanza, Claudia De Vardo, Sara Manfredi, Deborah Terribile, Valentina Barbadoro, Shakira Lazarte
Grafica: Christian Lazzarini, Corso di Progettazione Grafica dell’Accademia di Belle Arti di Danilo Danisi e Christian Ghisellini

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Fortuna: Xu Ping
Virtù: Amelia Rossi
Amore: Ma Jianghe (15/12), Margherita Minardi (16/12)
Poppea: Maria Teresa Becci (15/12), Adelaide Rosina Ouwerkerk (16/12)
Nerone: He Jiangchen
Ottavia: Katia Arcuri, (15/12), Yui Mochizuki (16/12)
Arnalta: Gianluca Belfiori Doro
Ottone: Ufuk Aslan
Seneca: Luca Fanteria
Drusilla: Cleonice Sabrina Bortolotti (15/12), Debora Govoni (16/12)
Liberto: Xu Wang

Si ringraziano il Direttore Prof. Aurelio Zarrelli e la Direttrice Amministrativa Dott. Tiziana Coscia per il supporto al progetto BaroccoLab.


Orchestra da camera e Jazz Section del Conservatorio "G.B. Martini"

Basso Continuo
Clavicembalo: Maria Luisa Baldassari
Viola da gamba: Elisa Moretta
Arpa: Paola Perrucci
Tiorba: Riccardo Mistroni
Organo: Francesca Bacchetta  

Orchestra da camera

Violini: Alice Manfrin, Krassimira Biocca
Viola: Isacco Bianchini
Violoncello: Teresa Mondati
Clavicembalo: Francesca Bacchetta
Flauti: Daniele Salvatore, Giovanni Di Piazza, Francesco Lussignoli
Pianoforte jazz: Miriam Koleilat
Tromba jazz: Francesco Pesaturo
Basso elettrico: Nicholas Guandalini
Percussioni: Francesco Guerra